Mont.BCN
Carrer d'En Bot, 5
Inaugurazione
30 giugno 2026
19:00
Liens invisibles
Louve Delfieu
Francia
Questa mostra esplora il legame viscerale e fondamentale tra l'essere umano e la natura, utilizzando la fotografia per rivelare la nostra interdipendenza con il mondo vivente. Attraverso immagini di radici, rami e fulmini, l'opera traccia connessioni tra queste forme arboree e le strutture umane come arterie, bronchi e capillari, delineando un parallelismo tra le reti che sostengono la vita negli alberi e quelle che attraversano i nostri corpi. Rendendo visibili questi schemi di circolazione e flusso, l'opera sottolinea la vicinanza tra il naturale e l'umano, confrontandoci con la fragilità e la fugacità della nostra esistenza. In dialogo con gli ampi cicli del mondo naturale, l'opera ci ricorda che la vita umana è solo un frammento temporale all'interno di un ecosistema ancestrale e continuo.

Sueños del Tiempo
Laura Brinkmann
Spagna
Indago sperimentalmente il trascorrere del tempo utilizzando i vecchi orologiai di mio nonno, che colloco su carta fotografica tradizionale in bianco e nero. Ogni fotogramma riflette il passare di minuti, ore o giorni, lasciando dietro di sé le tracce di questi oggetti come se fossero piccoli mondi fatti di materia e sogni. L'installazione Astrolabio si ispira allo strumento astronomico utilizzato per misurare il tempo e determinare la posizione e l'altezza delle stelle nel cielo durante il periodo andaluso. Il filo narrativo che lega queste opere ci conduce alla relazione tra gli esseri umani, il ritmo del cosmo e la materia attraverso il processo alchemico e lento della fotografia senza macchina fotografica.

God in a Beer Can: 0.5L Arctic Edition. Images, installation and a film loop.
Thomas Lafuente
Norvegia | Francia | Polonia
Durante gli ultimi anni, questo progetto è stato incentrato sulla fotografia analogica di esposizione estremamente ampia mediante fotocamere stenopeiche fatte a mano, in grado di registrare il movimento invisibile del tempo. La serie Painting Time - Solargraphy from Lofoten fue realizada sobre el Círculo Polar Ártico, en el norte de Noruega, donde el sol desaparece en invierno y no se pone en verano. Tutto, la luce, il clima, l'acqua e l'umidità trasformano le immagini in paesaggi astratti e quasi cosmici. Il progetto include anche Solargraphy Hyperlapse, sviluppato dall'Administración Nacional de Carreteras de Noruega, con 180 telecamere installate durante tre mesi lungo un percorso di 6 km di strada. Queste opere costituiscono parte di un'indagine sull'ampio spazio sul tempo, sulla geografia e sulla luce, sull'apertura alla collaborazione, al dialogo curatoriale e ai nuovi formati di presentazione.

Lab Nau Especial
Carrer del Correu Vell, 8
Inaugurazione
1° luglio 2026
19:00
The Time Between
Lluís Estopiñan
Spagna
Questa mostra propone una riflessione sul tempo non fotografato: il tempo che intercorre tra due immagini senza essere fissato in nessuna di esse. Il progetto sposta l'attenzione sui margini del negativo analogico, quegli spazi intermedi normalmente considerati residuali, per rivelarne l'inaspettato potenziale poetico. Lì si concentra la vita non documentata, tutto ciò che non è stato scelto per i posteri. Le opere materializzano questa indagine in modi diversi: alcune ricompongono la stretta striscia tra i fotogrammi e la trasformano nell'immagine principale; altre condensano un intero rullino in un'unica composizione, evocando sequenze, ritmi o codici nascosti; altre ancora raccolgono solo gli spazi vuoti, offrendo una rappresentazione radicale del tempo che scorre senza essere fotografato. In ogni caso, l'opera attiva un linguaggio che non rappresenta, ma ricorda, rendendo visibile l'assenza.

Galería Borsí
Carrer de la Ciutat, 3
Inaugurazione
2 luglio 2026
19:00
Flying Roots
Maria Solaguren Beascoa
Spagna
Questa mostra presenta un progetto fotografico ed ecologico in continua evoluzione che esplora come riconnettersi con la natura attraverso tecniche fotografiche sperimentali e sostenibili. Attraverso la cianotipia tricromatica, un processo del XIX secolo basato sulla luce solare e su pigmenti vegetali, le immagini vengono lentamente costruite come una collaborazione tra chimica, materia organica e ambiente. Inizialmente ispirato al gipeto dei Pirenei e al suo rapporto con gli ossidi naturali, il lavoro si espande in un'indagine su come diversi uccelli utilizzino pigmenti, minerali e luce come forme di comunicazione, identità e sopravvivenza. Unendo scienza, conservazione e fotografia sperimentale, le opere propongono un altro modo di guardare la fauna selvatica e gli ecosistemi: non come uno spettacolo distante, ma come un'esperienza di attenzione, lentezza e connessione. Le immagini continuano inoltre a trasformarsi nel tempo, come i cicli stessi della natura.

Centre Cívic
Pati Llimona
Carrer Regomir, 3
Inaugurazione
3 luglio 2026
19:00
Ancestras, maestras
Rocio Bueno Royo
Spagna
Ancestras è un progetto di ricerca e creazione che recupera e rende visibili le donne create dal siglo XX relegate dalla storia. A partire da oltre 130 ritratti raccolti da archivi e raccolte, l'opera costruisce una genealogia femminile che richiama l'attenzione dei riferimenti e propone una riparazione simbolica da una mirada femminista. Las fotografías son intervenidas manualmente con hojas, flores y ramas, que funcionan como metafora del tempo, la memoria y el legado. Così, il file si trasforma in corpo, materia e presenza, riunendo in ciascuna immagine lo storico e il poetico. L'esposizione, concepita come una costellazione modulabile, incorpora la luce, il suono e una disposizione variabile dei pezzi per generare un'esperienza immersiva. Il progetto si espande ulteriormente in una pubblicazione in formato gioco di carte, che attiva la memoria collettiva dalla partecipazione.

Mirrored Territories
Juan Carlos Rodríguez Ogarrio
Messico
I territori sfuggono alla nostra capacità di possederli, contenerli o portarli con noi. Solo attraverso la loro rappresentazione possiamo condividere l'esperienza di vederli. Sono illusioni dell'inafferrabile, inquadrate per simboleggiare i nostri desideri. In esse proiettiamo la libertà, la spiritualità, l'impulso a viaggiare e, negli ultimi tempi, il nostro debito verso il pianeta. Attraverso le immagini del territorio, arriviamo a conoscere ciò che è lontano, persino ciò che potremmo non sperimentare mai con i nostri occhi. Queste immagini sostituiscono l'esperienza diretta ed evocano una dimensione spirituale. Ispirano sia calma che nostalgia. Le usiamo per promuovere il viaggio, denunciare il degrado ambientale o esprimere l'identità e l'origine di ciò che consumiamo. In definitiva, sono il riflesso di ciò che non possiamo possedere pienamente.

Digigrams
Tommy Goguely
Francia
I media tecnici sono, il più delle volte, trasparenti e rivelano la loro vera natura solo in caso di guasti o anomalie. Basandosi su questo principio, questa serie si propone di mettere in risalto l'intrinseca materialità della fotografia digitale. A tal fine, i sensori delle fotocamere digitali sono stati deliberatamente danneggiati mediante azioni fisiche dirette come graffi, forature e altri interventi sulla superficie elettronica fotosensibile. Man mano che il sensore registra le tracce della sua progressiva distruzione, le fotografie prodotte dalla fotocamera diventano autoreferenziali, catturando unicamente il processo della propria creazione. La superficie fotosensibile digitale, solitamente un semplice contenitore di immagini, diventa così materia fotografica in sé, le cui alterazioni ne rivelano la sostanza.

THIN NOT BEAUTIFUL
Irina Cheremisina
Ucraina
Questa mostra affronta gli standard paradossali e spesso crudeli imposti al corpo femminile, in particolare a quello percepito come "troppo magro". Attraverso una serie di immagini, l'opera si basa su frasi reali ricevute nel corso degli anni, commenti non richiesti che trasformano il corpo in oggetto di giudizio, sospetto e correzione. Non si tratta solo di magrezza, ma dell'esperienza di essere osservate, fraintese e umiliate per il semplice fatto di esistere in un corpo sul quale altri ritengono di avere il diritto di esprimere un'opinione. Portando queste parole dalla memoria al piano visivo, l'opera fa luce su una forma di body shaming raramente riconosciuta. La mostra invita quindi gli spettatori a mettere in discussione le narrazioni tossiche sulla bellezza e a riappropriarsi della voce, dell'identità e della verità unica di ogni corpo.

Huellas
Yinna Higuera
Ecuador - Colombia
Questa mostra esplora il legame ancestrale tra le donne rurali ecuadoriane e la terra che abitano, coltivano e proteggono. Attraverso ritratti stampati con inchiostri fotosensibili a base vegetale su foglie di banano, cacao, caffè, erbe aromatiche e ortaggi, raccolte nei loro stessi giardini, l'opera unisce fotografia e materia organica in un gesto di resistenza, riverenza e memoria. Ogni supporto, con la sua consistenza, il suo colore e la sua forma, trasforma l'immagine in un oggetto unico, effimero e vivente, dove la superficie della foglia e quella del volto entrano in dialogo. Il processo, lento, artigianale e rispettoso del tempo e dell'ambiente, mette in discussione la riproduzione meccanica e restituisce alla fotografia una dimensione rituale e intima. La mostra celebra la conoscenza femminile, il lavoro invisibile e il rapporto con i cicli naturali, invitandoci a pensare all'immagine come a una forma di ascolto ecologico, affettivo e politico.

Memory Simulacra
Nic Ma
Hong Kong
Memory Simulacra esplora l'intersezione tra memoria, tecnologia e iperrealtà nell'era digitale. Attraverso l'uso della scansione 3D con un iPhone, ripensa il modo in cui catturiamo e ricordiamo le esperienze in un mondo sempre più mediato dai dispositivi, a differenza della fotografia tradizionale, legata al tempo, all'inquadratura e a una narrazione lineare. Attraverso simulazioni frammentate e astratte, l'opera riflette la natura emotiva e discontinua della memoria, interrogandosi su come la tecnologia plasmi la realtà, la percezione e l'esperienza all'interno di un paesaggio iperreale.

The Room of the Museum of Forgetting
Dasha Podoltseva & Alexey Shmurak
Ucraina
Installazione audiovisiva
Memoria, ricordo, promemoria: concetti importanti sia per la comunicazione sociale che per l'esperienza personale. Nella loro opera, Alexey e Dasha si concentrano sul concetto opposto: l'oblio.
La cornice generale dell'installazione è quella di un museo o di un archivio tematico. Gli artisti creano una stanza nell'inesistente Museo dell'Oblio, dedicata all'oblio dei sogni.

Light abstractions
Maarten Rots
Paesi Bassi
La serie "Light Abstractions" è nata dagli esperimenti pratici di Rots con vecchi proiettori di diapositive e pezzi di vetro colorato, materiali scelti per la loro capacità di frammentare e rifrangere la luce in modi inaspettati. Proiettando luce colorata da diverse direzioni, ha creato spazi tridimensionali temporanei all'interno del suo studio. Non si trattava di allestimenti pianificati nei minimi dettagli, bensì di ambienti di scoperta, dove un'osservazione paziente e sottili aggiustamenti producevano composizioni sorprendenti. Il lavoro si basa fondamentalmente sul processo e sul gioco: spostare gradualmente i proiettori, riposizionare il vetro, guidare la macchina fotografica attraverso la luce mutevole per trovare momenti visivamente vividi. Muovendosi attraverso la luce proiettata con la sua macchina fotografica, Rots non si limitava a documentare una scena fissa, ma rimodellava attivamente la nostra percezione, ponendo l'accento sulla prospettiva come elemento fluido e mutevole. Spostando deliberatamente la sua posizione e muovendosi attraverso la luce, ha catturato immagini grafiche vibranti che esistono solo in queste fotografie: composizioni che documentano non solo la luce e il colore, ma anche il percorso di scoperta dell'artista al loro interno.

Boys of Swiftcurrent Lake
Barbara Justice
Stati Uniti
Questa mostra immersiva riunisce da 8 a 12 libri fotografici realizzati a mano, utilizzando la cianotipia e altri processi alternativi come la tecnica Van Dyke e la serigrafia fotografica. Ogni opera esplora la relazione tra fotografia, oggetto e forma scultorea attraverso diverse tecniche di rilegatura, come la struttura a fisarmonica, copta e a stella. La mostra combina il linguaggio del libro d'artista con la sperimentazione fotografica, concentrandosi sulla diversità di formati, materiali e modalità di esposizione. I libri esposti fungono da esempi di un'edizione più ampia attualmente in fase di sviluppo e anticipano un'installazione in cui ogni opera propone un modo singolare di guardare, muoversi e abitare l'immagine. La mostra invita quindi il pubblico a entrare in un universo in cui la fotografia si dispiega oltre le pareti e trova nel libro uno spazio ampliato per la creatività e l'esperienza.

Family Glitch
Kümei Kirschmann
Argentina
Questa mostra riunisce opere che esplorano i limiti della fotografia analogica e sperimentale attraverso vecchie fotografie di famiglia scansionate e deliberatamente distorte. Ciò che inizia come un atto di conservazione si trasforma in un processo di alterazione, in cui lo scanner cessa di essere uno strumento di riproduzione e diventa un dispositivo di alterazione. Attraverso glitch, movimenti e incidenti digitali, le immagini perdono la loro forma riconoscibile e diventano figure ibride tra corpo e dati, memoria e glitch. Le opere si collocano tra l'intimo e il perturbante, rivelando la fragilità dell'archivio familiare come organismo vivente, mutevole e vulnerabile. Piuttosto che ricostruire una verità del passato, la mostra si concentra su ciò che persiste dopo la distorsione: il suo residuo emotivo. Sperimentazione ed errore aprono così una riflessione sull'immagine, sull'imperfezione e sul suo potenziale poetico.

A Matter of Perspective
Erik Johansson
Svezia
En els estrets i centenaris passadissos de pedra del Barri Gòtic de Barcelona, els límits de la realitat comencen a suavitzar-se. Aquesta exposició presenta una sèrie de "portals arquitectònics" a gran escala dissenyats per puntuar les pesades parets verticals del carrer St. Simplici. Erik Johansson utilitza la seva característica barreja de perspectiva meticulosa i construcció surrealista per transformar aquestes superfícies físiques en finestres. On l'espectador espera pedra sòlida, en canvi hi troba un portal a un altre món. En situar aquests desplaçaments domèstics i arquitectònics dins del context rígid i històric del Pati Llimona, Johansson convida el vianant a mirar més enllà de les limitacions físiques de la ciutat. L'exposició actua com una "fuita" estructural en el teixit urbà, suggerint que fins i tot els fonaments més sòlids són simplement una qüestió de perspectiva.

Collective of Processes
International Residency of Experimentatio EXP-IEFC-UB
Durante la residenza di quest'anno, ogni residente avrà a disposizione una giornata per sviluppare un workshop teorico-pratico in cui condividerà una tecnica sperimentale con il resto del gruppo. La proposta mantiene il suo focus come comunità orizzontale di apprendimento collaborativo, dove lo scambio di conoscenze, la sperimentazione collettiva e la trasmissione tra pari occupano un posto centrale, rispetto allo sviluppo individuale di progetti personali. Nel corso della residenza, diverse tecniche sperimentali saranno esplorate attraverso una logica di coesistenza, verifica e apprendimento condiviso. La residenza si concluderà con una mostra collettiva incentrata sulla visibilità dei processi di ricerca e apprendimento attivati durante quei giorni, piuttosto che sulla presentazione di risultati finali, e sarà allestita al piano terra dell'Institut d'Estudis Fotogràfics de Catalunya, nell'ambito dell'Experimental Photo Festival di Barcellona.
Coordinatrice: Célica Veliz
Artisti: Cara Coombe (Australia), Christopher Palm (Ecuador), Dietlinde DuPlessis (Stati Uniti), Estefanía Montenegro (Ecuador), John Steck Jr. (Stati Uniti), Maike Brautmeier (Germania), Ryder Booth (Stati Uniti) e Ute Friederike Schernau (Germania).

Experimental
HUB
Carrer de Llull, 105
Inaugurazione
5 luglio 2026
14:30
Windows to the Real
Experimental Documentary Photography
Curators: Arantxa Berganzo y Astrid Jacomme
Questa mostra collettiva, curata da Arantxa Berganzo e Astrid Jacomme, riunisce artisti di diverse nazionalità come Tania Bakum, Katia Motylova-Babinska, Marcus De Sieno ed Eli Pimentel in una proposta che esplora le possibilità della fotografia documentaristica sperimentale. Attraverso diversi linguaggi visivi e processi fotografici, le opere trascendono i codici convenzionali del documentario, ampliando la nozione di documento verso modalità di osservazione del mondo più poetiche e critiche. Con immagini segnate da conflitti, memoria, sradicamento e resistenza, dall'Ucraina al confine tra Messico e Stati Uniti, la mostra propone nuovi modi di testimoniare l'esperienza contemporanea. Come una finestra aperta sulla realtà.


