Amélie Ravalec
Francia
Biografia
Amélie Ravalec è una regista, fotografa, montatrice e colorista parigina con base a Londra.
I suoi film sono stati distribuiti nei cinema di tutto il mondo con oltre 1.200 proiezioni in sale, festival, musei e istituzioni culturali in 50 paesi. Il suo lavoro è stato acquisito da network come ARTE, Sky Arts UK e ORF Austria e ha ricevuto oltre trenta premi internazionali. Nel 2025 è stata invitata dalla maison di lusso italiana Bottega Veneta come artista dell’anno per la loro iniziativa Inclusion & Diversity Via Arts.
È autrice e designer del libro Japan Art Revolution, pubblicato da Thames & Hudson (2025) e presentato alla The Photographer’s Gallery di Londra.
La sua pratica fotografica si concentra sul corpo, sul rituale e sulla trasformazione. Lavorando a stretto contatto con danzatori di Butoh e performer, segue il corpo attraverso stati di tensione, trance e dissoluzione, catturando gesti carichi di ombra, istinto e intensità emotiva.
È fondatrice di Lone Gentlemen Publishing, una casa editrice indipendente che pubblica libri d’arte e fotografia e tirature limitate di stampe, distribuite a livello internazionale da Antenne Books e vendute in musei e librerie di tutto il mondo. Ha pubblicato più di dieci libri fotografici e edizioni limitate di stampe.
Progetto
“Invocations of Flesh” di Amélie Ravalec è un nuovo progetto fotografico che l’artista presenta nella sua prima mostra personale come fotografa, rivelando un’esplorazione profondamente sensoriale e corporea del corpo umano attraverso immagini che evocano ritualità, intensità e presenza. Sebbene i materiali tematici specifici stiano ancora emergendo attraverso la documentazione e gli annunci della mostra, il titolo stesso suggerisce un’opera che indaga la materialità della carne, l’incarnazione e le dimensioni viscerali dell’esistenza.
Ravalec, nota per il suo legame con estetiche d’avanguardia ed espressioni culturali immersive, combina spesso fotografia con sensibilità cinematografiche e performative. “Invocations of Flesh” si inserisce in questa linea ponendo il corpo come luogo di invocazione, memoria e intensità, invitando lo spettatore a riflettere su come fisicità ed emozione si intreccino nella pratica fotografica contemporanea.











