Camilla Di Bella Vecchi
Italia
Biografia
Camilla Di Bella Vecchi è nata a Ravenna nel 1997 e vive e lavora a Bologna. Si è avvicinata all’immagine fin da giovane, sviluppando un interesse spontaneo per la fotografia come strumento di osservazione sensibile e di ascolto attento del mondo interiore. Con il tempo questo linguaggio è diventato un mezzo privilegiato attraverso cui dare forma a emozioni, stati d’animo e visioni personali, andando oltre una dimensione puramente tecnica o documentaria.
La sua formazione artistica si è sviluppata attraverso lo studio dell’illustrazione e della comunicazione visiva, percorsi che hanno contribuito a consolidare il suo immaginario visivo e una particolare sensibilità per composizione, luce e dettaglio. Questi elementi convergono naturalmente nella sua pratica fotografica, rafforzandone la coerenza e la profondità espressiva.
Dal 2015 sviluppa Yanarienn, un progetto personale nato come diario visivo e progressivamente evoluto in una ricerca continua sull’identità, sull’intimità e sulla relazione tra corpo, simbolo e memoria. Le sue immagini evitano la rappresentazione diretta del volto, privilegiando frammenti, gesti e presenze silenziose che abitano uno spazio sospeso tra introspezione e realtà. Il dialogo con la storia dell’arte emerge come riferimento naturale, non come citazione esplicita, ma come un’eco visiva e culturale che attraversa il suo linguaggio.
Progetto
“The Truth” di Camilla Di Bella Vecchi è una serie fotografica personale dell’artista italiana emergente in cui esplora identità, percezione di sé e realismo emotivo attraverso l’autoritratto e immagini evocative. Lavorando principalmente da Bologna, Di Bella Vecchi utilizza il proprio corpo, i gesti e le mani come motivi visivi ricorrenti per esprimere sottili stati interiori, vulnerabilità emotiva e il processo di incontrare se stessi per ciò che realmente si è.
La serie si inserisce nella sua più ampia pratica di ritratti introspettivi dal carattere quasi pittorico, che pongono al centro il sentimento, la presenza e la ricerca personale. Il lavoro invita lo spettatore a un dialogo silenzioso sulla natura dell’autenticità, dell’autoriflessione e sui modi in cui la creazione dell’immagine fotografica può rivelare ciò che è più intimo e vivo nel paesaggio interiore di una persona, oltre a ciò che è semplicemente visibile in superficie.












