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Tahné Kleijn

Paesi Bassi

Biografia

Come fotografa, è attratta dalle relazioni familiari — passate, presenti e future — esplorando come le persone si avvicinano o si allontanano. Il suo lavoro esamina le dinamiche emotive che plasmano intimità, distanza e senso di appartenenza.

Trova ispirazione nei pittori olandesi del XVII secolo come Jan Steen, Johannes Vermeer e Gerard Dou. La loro maestria nella luce, nella composizione e nel simbolismo quotidiano influenza profondamente le sue fotografie messe in scena, che traducono questo linguaggio visivo storico in scene contemporanee capaci di rivelare i silenziosi drammi della vita moderna.

Le sue serie sono collegate da temi ricorrenti di disfunzione, memoria ed eredità. Crescere in una famiglia caotica l’ha inizialmente ispirata a creare la propria versione di una “casa di Jan Steen”, e la tensione tra caos e controllo continua a riemergere nel suo lavoro. Nel suo recente progetto My Dearest Teun riflette sul periodo trascorso da sua nonna in un campo di internamento giapponese nelle ex Indie orientali olandesi. Ricreando frammenti della sua vita, esplora come le storie personali e coloniali si intreccino e come la memoria possa essere al tempo stesso intima e collettiva.

Lavora professionalmente nei Paesi Bassi dal 2015, sviluppando un linguaggio visivo distintivo basato sulla messa in scena narrativa. Sebbene la sua carriera abbia acquisito un forte slancio dopo la laurea e abbia mantenuto una presenza costante nel settore, ora desidera espandersi a livello internazionale e ottenere maggiore direzione e visibilità per la sua pratica artistica.

Progetto

Mijn Liefste Teun (My Dearest Teun) di Tahné Kleijn è un progetto fotografico profondamente personale e radicato nella storia, in cui l’artista ricostruisce la vicenda di sua nonna Pieta, internata con il figlio appena nato nel campo femminile giapponese di Tjideng a Batavia (oggi Jakarta) durante la Seconda Guerra Mondiale. Partendo da frammenti di diari e libri per bambini scritti segretamente sotto la minaccia di punizioni, Kleijn porta alla luce questi archivi nascosti attraverso oltre quaranta immagini accuratamente messe in scena che combinano ricerca documentaria e ricostruzioni cinematografiche della vita quotidiana nel campo.

La serie intreccia una storia familiare intima con narrazioni più ampie di guerra, colonialismo e silenzio, utilizzando la fotografia per collegare memoria ed emozione e dare voce a storie rimaste a lungo inesplorate sia all’interno della sua famiglia sia nel contesto olandese-indonesiano.

Festivals Collaborations

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