Tamas Dragon
Ungheria
Biografia
L’impegno di Tamás Dragon verso la fotografia è iniziato in giovane età, quando la magia delle tecniche analogiche lo ha ispirato e i fotografi classici sono diventati i suoi modelli. Il fulcro del suo lavoro fotografico è l’astrazione geometrica — sempre più presente sulla scena internazionale — insieme al minimalismo essenziale e alla fotografia di strada.
Il tema centrale della sua opera è l’urbanità, che esplora utilizzando la sua fotocamera Leica. In precedenza si è specializzato nella fotografia di architettura, ma nel tempo la sua attenzione si è gradualmente spostata verso un’interpretazione più lirica del mondo che lo circonda.
Accanto al lavoro su commissione — in cui collabora con riviste e agenzie di immagini nel suo studio professionale Dragons’ Pictures, specializzato in fotografia di edifici e interni — le sue immagini sono state pubblicate da testate prestigiose come National Geographic Hungary, Oktogon Magazine, Architecture on Web e WeLoveBudapest.
Le sue opere sono state presentate in numerosi festival internazionali, tra cui il Rome Photo Lab Festival e l’Athens Black & White Photography Festival, e ha ricevuto anche una menzione speciale agli International ND Photography Awards. È membro della sezione fotografica della National Association of Hungarian Creative Artists.
Progetto
“Carved by the Light” di Tamás Dragon è un progetto fotografico nato dalla profonda fascinazione dell’artista per la luce, l’ombra e la geometria grafica degli ambienti urbani quotidiani. Basandosi sulla sua esperienza come fotografo di strada a Budapest, Dragon ricerca momenti in cui la luce diventa una forza scultorea — proiettando forti contrasti, incorniciando figure solitarie negli spazi architettonici e modellando scene in composizioni sorprendenti che possono sembrare astratte ma restano radicate nell’esperienza reale.
Attraverso immagini in bianco e nero attentamente osservate, “Carved by the Light” evidenzia come luce e ombra possano scolpire narrazioni visive a partire dall’ordinario: archi, motivi, riflessi e silhouette emergono come elementi scultorei che animano l’inquadratura con presenza e assenza. In questo modo, la serie invita gli spettatori a riflettere su come la luce non solo riveli la forma, ma contribuisca attivamente a creare significato nello spazio fotografico.











