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Thibault Belouis

Francia

Biografia

Dopo aver conseguito la laurea in Graphic Design presso la scuola di direzione artistica e architettura d’interni Penninghen a Parigi nel 2015, ha lavorato come iconografo per società di produzione specializzate in fotografia e film su commissione. Nel 2018 è entrato nella società di produzione Passion Pictures (Parigi) come art director. Questa azienda internazionale, nota per i suoi documentari e film d’animazione, è stata premiata più volte con gli Academy Awards.

La sua pratica professionale e artistica si concentra oggi su lavori fotografici, video e sonori che esplorano l’esistenza del mondo che lo circonda. Pratica la fotografia in modo spontaneo, dal paesaggio alla fotografia di strada, cercando soprattutto di catturare una certa delicatezza attraverso uno sguardo contemplativo e leggermente fuori asse. Il rapporto tra realtà e immagine lo ha sempre affascinato.

Nel giugno 2023 ha deciso di dedicarsi completamente alla propria sensibilità artistica, esplorando fotografia, video e suono. Questo impegno lo ha portato a viaggiare per un anno attraverso le Americhe, dove ha realizzato Dias Tras Días, una serie finalista del Prix Bergger per la fotografia analogica in bianco e nero 2025.

Nel 2026 parteciperà al programma di residenza KIOSKO a Santa Cruz, in Bolivia, dove svilupperà un progetto che esplora il rapporto tra memoria e natura selvaggia.

Progetto

“Dias Tras Días” di Thibault Belouis è una serie fotografica analogica di lungo periodo nata da un viaggio di undici mesi attraverso le Americhe, dal Perù all’Alaska, durante il quale l’artista ha trasformato il viaggio stesso sia nel soggetto sia nella metodologia del progetto. Concepite come un diario di viaggio, le immagini — realizzate su pellicola in bianco e nero e a colori — sono state scattate giorno dopo giorno, lontano da eventi spettacolari, per esplorare la sottile poetica della vita quotidiana, del luogo e della percezione.

La pratica di Belouis si muove tra l’eredità documentaria e un territorio immaginato, intrecciando momenti di silenzio, paesaggio e tracce umane in una narrazione visiva che sfuma i confini tra reale e surreale, tra reportage e riflessione personale.

Festivals Collaborations

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