top of page

Alena Grom

Ucraina

Biografia

L’artista e fotografa documentaria ucraina Alena Grom è nata a Donetsk. Nell’aprile del 2014 è stata costretta a lasciare la sua città natale a causa del conflitto militare nell’Ucraina orientale. Dal 2017 vive a Bucha, una città vicino a Kyiv. Dopo l’invasione russa su larga scala del febbraio 2022, Grom e la sua famiglia sono diventate rifugiate per la seconda volta, ma sono tornate dopo la liberazione di Bucha.

Queste esperienze hanno profondamente influenzato la sua pratica artistica. La fotografia è stata per lei una vera ancora di salvezza, permettendole di affrontare le realtà traumatiche della guerra. Dal 2016 Alena Grom concentra il suo lavoro su luoghi colpiti dall’aggressione militare, documentando la vita delle vittime della guerra, dei migranti e dei rifugiati.

Grom opera al confine tra reportage sociale e fotografia concettuale, lavorando spesso sui suoi temi direttamente dalle linee del fronte. Considera la sua “missione” documentare la vita delle persone intrappolate nelle cosiddette “zone grigie” o vicino ai conflitti militari. Attraverso le sue fotografie mira a informare la comunità globale sulla complessità della vita in tempo di guerra e sulle tragedie che essa comporta. Tuttavia, le sue immagini non esistono solo come illustrazioni di dolore o lutto: uno dei temi principali del suo lavoro è la persistenza della vita nonostante l’avversità.

Alena Grom è stata premiata e riconosciuta come vincitrice e finalista in numerosi concorsi fotografici internazionali.

Progetto

“Stolen Spring” di Alena Grom è un progetto fotografico documentario realizzato nei paesaggi devastati dalla guerra di Bucha e Irpin, in Ucraina, dove l’artista vive e lavora immersa nella realtà quotidiana e nelle conseguenze del conflitto. La serie instaura un dialogo storico con immagini realizzate dopo la Seconda Guerra Mondiale, facendo riferimento all’uso di fondali decorativi da parte del fotografo polacco Michał Naś per nascondere le rovine del dopoguerra, e adatta questo approccio per ritrarre i sopravvissuti contemporanei tra le macerie del tessuto urbano distrutto.

Grom si concentra principalmente su donne le cui vite sono state irrevocabilmente trasformate dall’aggressione russa — persone che hanno perso le loro case, i propri cari, la salute e le semplici gioie della primavera mentre cercano di ricostruire le loro vite in circostanze profondamente cambiate. Ogni ritratto è allo stesso tempo una tragedia personale e una storia di resilienza, incarnando sia il peso della perdita sia la speranza persistente che la vita possa rinascere dalle rovine.

Festivals Collaborations

bottom of page