Edward Zuluaga
Colombia
Biografia
Comunicatore audiovisivo, gestore culturale e appassionato di fotografia analogica. Le sue fotografie sono state esposte presso la Casa de la Cultura di Tocancipá nella mostra collettiva “Latencias”, presso la Biblioteca Comfandi di Palmira nella mostra “Análogos Colombianos Vol.1” e nella rivista digitale “Latinoamérica Analógica” di Santiago del Cile.
Fa parte del team di produzione del Festival de Cine de Marinilla FILCMAR dal 2020. È stato docente invitato per “Memorias de un encierro”, progetto vincitore del Premio di Gestione Bibliotecaria Daniel Samper 2020. Dal 2019 è membro del consiglio direttivo della Corporación Cinismo Colectivo, all’interno della quale ha realizzato progetti come “Tejiendo Territorio”, vincitore della convocatoria Jóvenes en Movimiento 2021; “Gregarios: Ciclo de cine y diálogo con comunidades diversas del Oriente Antioqueño”, progetto vincitore della convocatoria nacional de estímulos 2022 della Dirección de Audiovisuales Cine y Medios Interactivos, DACMI; “Futurismos: Laboratorio de predicción audiovisual”, progetto vincitore della convocatoria Jóvenes por el cambio 2023; e “RE-CREO: Taller de desorientación motivacional”, progetto vincitore della convocatoria Jóvenes por el cambio 2024.
Ha inoltre sviluppato serie fotografiche documentarie come “Agro-descendientes: Miradas modernas de la ruralidad”, progetto vincitore della convocatoria de estímulos para creadores y promotores culturales del municipio de Marinilla 2023, e “Sombra y residuo: Retratos nocturnos”, progetto vincitore della convocatoria de reconocimientos para creadores y promotores culturales del municipio de Marinilla 2024. Parallelamente, ha prodotto progetti commerciali per aziende come Flypass, oltre a videoclip per diversi artisti musicali.
Progetto
Questa serie fotografica ritrae la comunità indigena Ocaina, situata tra i bacini dei fiumi Ampiyacu e Amacayacu, nella frontiera amazzonica tra Perù e Colombia. Attraverso queste immagini, il progetto cerca di riflettere la profonda relazione che gli Ocainas mantengono con il loro ambiente forestale, i loro saperi ancestrali e la loro forma di vita comunitaria.
Le fotografie catturano scene intime: la preparazione del casabe a partire dalla manioca amara, la preparazione del mambe come elemento di dialogo, l’estrazione della fibra di palma chambira per la tessitura, l’esecuzione musicale del manguaré durante celebrazioni e feste tradizionali, e la caccia ai felini come attività essenziale non solo per la sussistenza, ma anche per la trasmissione dei saperi tradizionali. Questi momenti rivelano una cosmovisione in cui il territorio non è soltanto uno spazio fisico, ma un essere vivente con cui si convive, si dialoga e si mantiene una relazione di rispetto.
I ritratti, i paesaggi e i dettagli di questa serie sono costruiti attraverso un’osservazione attenta e il rispetto dei ritmi propri della comunità. Nella foresta non c’è fretta; c’è tempo per ascoltare, guardare e imparare. La macchina fotografica non è uno strumento invasivo, ma un ponte documentario per avvicinarsi a una forma di vita che resiste nonostante le minacce esterne.
“Entre Ríos y Raíces” è un omaggio visivo alla dignità dei popoli amazzonici che hanno subito la frontializzazione e la settorializzazione dei loro fiumi e delle loro foreste da parte di uomini che hanno visto la foresta soltanto come moneta di scambio in industrie come quella della coca e della gomma. È anche un invito a riconoscere la ricchezza culturale che abita oltre le frontiere geografiche. In un mondo sempre più disconnesso dalla terra, queste immagini ci ricordano che esistono ancora altri modi onesti di abitare il territorio.














