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Elisa Iannacone

Regno Unito

Biografia

Elisa Iannacone è una direttrice della fotografia e giornalista investigativa che unisce reportage documentario e realismo magico. Canon Ambassador con esperienza in sei continenti, è specializzata nel documentare le dimensioni psicologiche del trauma e della resilienza. La sua carriera è iniziata nell’industria televisiva di Toronto, dove ha lavorato a serie in studio e produzioni drammatiche, prima di passare al reportage in zone di conflitto ad alto rischio per media come BBC e VICE. Questo percorso —dagli ambienti di studio controllati alle produzioni sul campo più imprevedibili— ha forgiato un’estetica versatile e innovativa.

Rappresentata dall’agenzia Rezo, ha fondato Reframe House per affrontare temi di grande impatto attraverso progetti multimediali. Il suo lavoro è stato riconosciuto con la Alfred Fried Peace Medal 2024, il Nobel Peace Prize Legacy Prize in collaborazione con l’UNESCO e il titolo di Photographer of the Year 2025. Le sue immagini fanno parte delle collezioni permanenti del Parlamento austriaco e della Corte Costituzionale del Sudafrica.

Dopo essere stata presentata nella selezione American Photography 41 a New York lo scorso autunno, il suo lavoro sarà protagonista al Rotterdam Photo Festival questo marzo. Come neo-mamma, continua a viaggiare e fotografare in tutto il mondo, mantenendo un intenso calendario internazionale insieme al suo bambino, che ha già visitato più paesi dei mesi che ha vissuto. Elisa è inoltre impegnata nel mentoring delle nuove generazioni e utilizza la propria piattaforma per sostenere voci sottorappresentate, dimostrando che la creazione di immagini può essere uno strumento fondamentale per riconquistare autonomia, promuovere cambiamenti sistemici e generare un impatto globale.

Progetto

“Hope In the Rubble” di Elisa Iannacone è un potente progetto fotografico documentario realizzato in Ucraina che riflette sulle vite interiori, sull’immaginazione e sulla resilienza dei bambini che vivono in un contesto di guerra. Invece di concentrarsi esclusivamente sulla devastazione, Iannacone ha lavorato a stretto contatto con ogni bambino, in dialogo con art-terapeuti, per creare scene di realismo magico che danno forma ai loro sogni, alle loro paure e alle strategie di sopravvivenza — utilizzando oggetti e costumi reali scelti dai bambini stessi.

La serie mostra come i giovani affrontino perdita, paura e sconvolgimento della quotidianità continuando ad aggrapparsi a fragili speranze e a spazi mentali di fuga, che siano la fantasia, i ricordi di conforto o l’immaginazione di un futuro oltre il conflitto. Concepite come una dichiarazione contro la guerra, le immagini di “Hope In the Rubble” evidenziano il costo emotivo e psicologico del conflitto sulle sue vittime più giovani e invitano lo spettatore a connettersi più profondamente con le loro storie di coraggio, immaginazione e umanità condivisa.

Festivals Collaborations

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