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Valentina Sinis

Italia

Biografia

Valentina Sinis è una fotografa italiana che vive e lavora tra Cina, Iraq e Italia. Il suo lavoro si orienta verso ciò che è insolito e non convenzionale, concentrandosi su persone e realtà spesso escluse dalla copertura dei media mainstream. Le sue fotografie sono state pubblicate su numerosi giornali e riviste internazionali.

Ha partecipato al VII Mentorship Program dal 2018 ad aprile 2021 e nel 2019 è stata selezionata tra le 6x6 Europe Talents da World Press Photo. Nel 2020 ha lavorato in Vietnam per un incarico con UNICEF e ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui una Honourable Mention al Marilyn Stafford FotoAward, il titolo di Winner a Female in Focus e il sostegno del National Geographic Fund for Journalists.

Il suo lavoro ha ricevuto l’Award of Excellence al POY per Issue Reporting Picture Story e successivamente ha collaborato come co-produttrice con la BBC alla storia Broken Princess. Negli ultimi anni ha prodotto e diretto un progetto documentario in corso a Sinjar, in Iraq.

I suoi progetti sono stati esposti e riconosciuti a livello internazionale, tra cui al Festival Off Arles e alle Rencontres de la Photographie di Marrakech — dove ha anche partecipato come giurata — oltre a selezioni come la Un/fund shortlist. Tra i premi recenti figurano una Honourable Mention allo Zeke Award, il Primo Premio agli Istanbul Photo Awards nella categoria Story Daily Life, il Primo Premio a Fotografia al Femminile – I AM IO SONO, il Secondo Premio ad AAP Magazine #46 Women e un riconoscimento al festival InCadaqués.

Il suo lavoro è stato esposto in sedi come il Museo Etrusco di Roma, PhotoFrome e le Nazioni Unite a Ginevra. Nel 2025 ha inoltre lavorato in Sierra Leone per l’ONG Emergency, proseguendo il suo impegno nella narrazione documentaria socialmente impegnata.

Progetto

“Were Afghan Women to Unveil Their Tales” di Valentina Sinis è un progetto fotografico documentario che offre uno sguardo ravvicinato e rispettoso sulle realtà vissute dalle donne in Afghanistan sotto il regime talebano, concentrandosi sulla perdita dei loro diritti e delle libertà fondamentali e sulle forme silenziose di resistenza che persistono nella vita quotidiana. A causa delle oltre settanta restrizioni imposte dai talebani che limitano l’accesso delle donne all’istruzione, al lavoro, alla sanità e alla libertà di movimento, molte donne afghane affrontano gravi limitazioni ma continuano ad affermare la propria identità attraverso piccoli atti di coraggio, come gestire attività commerciali, insegnare competenze professionali o riunirsi in spazi comunitari.

Piuttosto che sensazionalizzare le difficoltà, il lavoro di Sinis mette in evidenza l’umanità, la resilienza e la speranza, catturando momenti che rivelano sia la pressione dell’oppressione sia la forza interiore di donne determinate a mantenere dignità e senso del proprio percorso.

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